(4-continua) Con FALCONE a Roma, BORSELLINO chiede il trasferimento alla Procura di Palermo e l’11 dicembre 1991 vi ritorna come Procuratore aggiunto, insieme al sostituto Antonio INGROIA. E’ il 1992, manca poco all’epilogo. Nel gennaio di quell’anno avviene però un fatto importante, la I sezione della Corte di Cassazione, non presieduta da Corrado CARNEVALE detto “l’ammazza sentenze” grazie all’idea di Giovanni FALCONE di prevedere la rotazione dei Presidenti di sezione, conferma integralmente le condanne del maxiprocesso. E’ la piena ed indiscussa conferma del teorema accusatorio portato innanzi dal “pool antimafia” e la definitiva sconfitta delle speranze dei boss di farla franca, le porte del carcere si aprono per rinchiudersi allo loro spalle per sempre. I boss ancora in libertà avevano avute ampie rassicurazioni dai loro referenti politici che il processo, come tanti altri in Cassazione grazie al dott. CARNEVALE, sarebbe finito con un nulla di fatto, le promesse non mantenute con la mafia si pagano con il sangue. A marzo di quello stesso anno viene ucciso Salvo LIMA, ovvero il referente politico di Giulio ANDREOTTI in Sicilia per la democrazia cristiana, finiscono nel mirino di Cosa Nostra altri nomi eccellenti del gota politico siciliano e nazionale. Il conto con Giovanni FALCONE la mafia lo chiude quello sventurato sabato del 23 maggio del 1992, allorquando 500 kg. di tritolo fanno esplodere la strada che collega Punta Raisi a Palermo in località CAPACI-ISOLA DELLE FEMMINE. Con Giovanni FALCONE e la moglie Francesca MORVILLO, muoiono gli agenti Vito SCHIFANI, Antonio MONTINARO e Rocco DICILLO. Paolo BORSELLINO perde un fratello, in quei giorni chi lo incontra parla di un uomo ferito, consapevole di essere il prossimo ma, non sconfitto, vuole capire perché hanno ucciso Giovanni e sa di avere poco tempo. Si dibatte in giorni convulsi, le indagini, le interviste le testimonianze. Paolo non si arrende, non ha paura, non cede alla trattativa, non può esserci accordo con le bestie che hanno trucidato tanti servitori dello Stato. Paolo è consapevole che il tritolo per lui è arrivato da circa una settimana. Qualcuno lo tradisce, è storia recente l’ipotesi investigativa secondo cui Paolo BORSELLINO viene ucciso perché venuto a conoscenza della trattativa tra pezzi dello Stato e Cosa Nostra.
